PROGRAMMIAMO
Internet - Modello ISO/OSI
Un po' di storia: ISO/OSI e TCP/IP

Negli anni '70-'80 c'erano molti differenti tipi di reti, funzionanti su diversi sistemi operativi e spesso senza la possibilità di comunicare fra loro. Per esempio un tipo di rete molto diffusa era la rete Novell, ma i PC che erano connessi su tale rete non potevano essere collegati con altre reti basate su differenti architetture.

A questa situazione di anarchia si cercò di porre rimedio con l'adozione di un modello di riferimento unico: il modello ISO/OSI di cui parleremo fra poco, che si proponeva appunto di risolvere questo problema di interoperabilità fra le reti.

Nel 1977, rappresentanti dell'industria britannica proposero la creazione di un comitato per la creazione di uno standard di interoperabilità fra reti a commutazione di pacchetto nell'ambito dell'ISO (International Organization for Standardization, la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di standard e di norme tecniche). All'epoca l'ISO non si occupava nello specifico di standard per le telecomunicazioni, mentre aveva comitati tecnici per argomenti che andavano dagli standard per le filettature delle viti alla produzione dell'acciaio.

La proposta britannica, che aveva il supporto dei rappresentanti di Francia e Stati Uniti, invocava l'adozione di nuovi standard per la creazione di reti aperte, in contrapposizione con le cosiddette reti chiuse, che utilizzavano tecnologie proprietarie delle singole aziende. Il concetto di rete aperta aveva implicazioni non solo tecniche, anche strategiche e commerciali, in particolare per quanto riguardava l'apertura del mercato delle reti alla competizione fra aziende, contro i grandi monopoli dell'informatica e delle telecomunicazioni (per esempio l'IBM).

L'ISO approvò la proposta e in breve istituì al proprio interno un comitato che si doveva appunto occupare di redigere tali standard, sotto la direzione dell'informatico americano  Charles Bachman. Bachman, rifacendosi alla propria esperienza lavorativa con i database, propose un modello di rete suddiviso in strati, organizzato secondo il principio della modularità. Tale modello era denominato OSI (Open Systems Interconnection) e diverrà poi noto come ISO/OSI (unendo gli acronimi di ISO e di OSI). Nell'immagine qui sotto, Charles Bachman è a sinistra, insieme  a Hubert Zimmermann(centro) e John Day (destra), due alti membri attivi del comitato per la creazione del modello ISO:

Bachman group

Tale modello era però solo un punto di partenza, poiché per poter diventare uno standard ufficiale qualsiasi proposta deve passare attraverso una serie di fasi: prima è un working draft, poi diventa un draft proposed international standard, quindi un draft international standard e solo alla fine un international standard. Il primo incontro plenario dell'OSI si svolse dal 28 febbraio al 2 marzo 1978 e vi parteciparono decine di delegati provenienti da dieci paesi diversi e molti osservatori delle organizzazioni internazionali. Praticamente ogni delegato difendeva e portava avanti interessi e visioni strategiche diverse e spesso contrastanti. Inoltre, come già accennato, vi erano grandi interessi commerciali in gioco e diverse aziende, in particolare la IBM, facevano pressione per l'adozione di standard a loro convenienti.

La difficile alleanza fra interessi diversi e differenti mentalità ostacolò il procedere dei lavori del comitato, che alla fine arrivò comunque alla pubblicazione di un primo modello di riferimento OSI nel 1984. Il problema fondamentale dello standard ISO/OSI era alla base stessa della sua formulazione: la ricerca di uno standard di rete aperto dava a ogni parte interessata il diritto di partecipare al processo di creazione, producendo in tale modo interminabili discussioni e spesso attriti e tensioni.

Nel frattempo la rete Internet muoveva i primi passi, con l'aiuto di cospicui finanziamenti da parte del governo USA. Il problema di interconnessione di reti diverse si presentò anche qui molto presto e portò rapidamente all'adozione di un gruppo di protocolli  che ben presto sarà noto come TCP/IP. Così mentre molti nel mondo attendevano che il modello ISO/OSI venisse finalmente adottato da tutti, un numero crescente di utenti cominciava a usare TCP/IP come architettura di riferimento per la costruzione di reti. Come ebbe ad affermare Einar Stefferud, uno dei più accesi sostenitori di TCP/IP: "OSI è un bellissimo sogno e TCP/IP è la sua realizzazione".

In estrema sintesi, ed in modo impreciso: il modello OSI era un elenco di funzionalità da implementare (per ognuno dei sette livelli di astrazione definiti dal modello) e un elenco di protocolli che implementavano quelle funzionalità. TCP/IP invece era un piccolo insieme di protocolli molto semplici, senza alcun "modello" di riferimento. Il modello OSI non si diffondeva perché, molto banalmente, le implementazioni dei protocolli erano poche, complicate, inefficienti e costose. Le implementazioni dei protocolli TCP/IP invece erano molte, semplici, rapide e gratuite.

Per queste ragioni principalmente il modello ISO/OSI rimase una formulazione teorica, mentre l'architettura TCP/IP venne rapidamente adottata pressoché da tutti.

 

Modelli e architetture di rete

Oggigiorno l'idea di implementare praticamente il modello ISO/OSI è quasi del tutto abbandonata (ad eccezione forse di qualche rete sperimentale utilizzata in qualche università o centro di ricerca). Il modello ISO/OSI sopravvive ancora invece come quadro di riferimento teorico per l'analisi e la progettazione di reti e protocolli di rete.

Nelle lezioni precedenti abbiamo visto come la suddivisione a livelli costituisca un modo efficace per scomporre, analizzare e descrivere ciò che avviene nella comunicazione in rete. Ma quali e quanti sono questi livelli e quali caratteristiche specifiche hanno?

Non è possibile rispondere in generale a questa domanda in modo univoco. Infatti la suddivisione in livelli dipende da un lato dall'effettiva realizzazione e implementazione dei protocolli di rete (cioè da come i protocolli e la loro stratificazione sono stati messi in pratica), dall'altra da come viene descritta e interpretata la struttura stessa della rete. Da questo punto di vista è utile la distinzione fra i termini modello e architettura di rete.

In generale un modello di rete fornisce una descrizione teorica della struttura a livelli di una rete, senza però definire i protocolli effettivamente usati. Viceversa una architettura di rete è una implementazione concreta, la quale definisce per ogni livello i protocolli da utilizzare.

In questo senso ISO/OSI può essere considerato un modello teorico generale mentre TCP/IP è un'architettura pratica.

 

 

precedente - successiva

Sito realizzato in base al template offerto da

http://www.graphixmania.it